Apiaresos

Associazione Produttori Apistici della Provincia di Oristano

Il 16 luglio la segreteria della Commissione Apistica Regionale, nella quale Apiaresos è rappresentata da Luigi Manias, ha avviato una consultazione scritta fra i diversi membri che la compongono sulla programmazione per il 2025 del Piano Apistico Regionale (Reg. CE 2115). Apiaresos ha inviato varie osservazioni tra il 21 e oggi, 27 luglio, che Luigi Manias ha riassunto in un documento unitario e organico.

Noi di Apiaresos riteniamo che l’apicoltura sarda, come già abbiamo messo in evidenza pubblicamente nello scorso convegno di Montevecchio o nella recente riunione della Commissione Regionale Apistica, ma anche in precedenti e ripetute occasioni versa, sulla base di dati ineccepibili e oggettivi, in un grave stato di debolezza, acuito dalla ormai più che decennale tendenza produttiva negativa. Dall’analisi dei dati della Banca Dati Apistica relativi al censimento del 31 dicembre 2023 emerge che 887 apicoltori, cioè i 2/3 degli apicoltori sardi censiti sono apicoltori non commerciali, mentre solo 491, solo 1/3, è costituito da apicoltori professionali. Su 491 apicoltori professionali 278, ovvero più della metà, ha meno di 50 alveari. Nella fascia di apicoltori professionali con un numero di alveari compreso tra 26 e 50, è la più numerosa, con una media di soli 35 alveari. Solo 213 apicoltori hanno una media aziendale di più di 50 alveari. Questi dati evidenziano che il settore è costituito principalmente da realtà minime con pochissimi alveari, che necessitano di un supporto strutturato e continuativo, anche in termini di assistenza e formazione, per crescere e garantire un vero reddito ad esempio ma non solo, attraverso la riattivazione della Legge Regionale sull’apicoltura n.19. L’aumento della soglia de numero minimo di alveari da 15 a 40 per l’accesso ai contributi del Piano Regionale Apistico, come proposto dall’Assessorato all’Agricoltura della RAS, comporterebbe l’esclusione di oltre la metà del comparto apistico commerciale. Se non si sostiene la crescita di queste piccole realtà, nel breve periodo, si rischia la scomparsa di un intero comparto, dato che la stragrande maggioranza delle aziende con più di 50 alveari, ovvero le aziende professionali, hanno un patrimonio apistico medio risibile, quelle più consistenti sono in crisi di produzione, vendita e prossime alla chiusura per limiti anagrafici e il passaggio dall’apicoltura amatoriale a quella commerciale è un miraggio; ne si prospetta nell’immediato alcun ricambio generazionale. Inoltre la contrazione della capacità di spesa delle aziende apistiche sarde (85.000 € nel 2023, saranno poco più di 91000 € nel 2024), non potrà che ulteriormente consolidarsi qualora si aumenti, così come intende fare l’Assessorato, la quota di alveari per l’accesso alle misure del Regolamento. Da qui la necessità di interventi continuativi, mirati per consolidare il comparto. Ridurre i parametri di accesso, per noi di Apiaresos, non è un’opzione, è una necessità. Qualora non si voglia intervenire sul Piano proponiamo, sugli inevitabili residui nel 2025, così come ha fatto la Regione Abruzzo sulla base della sentenza 278 del TAR, che la RAS attivi una misura di finanziamento specifica per gli apicoltori con una consistenza apistica inferiore o pari ai 10 alveari, corroborata preferibilmente da interventi di monitoraggio sul breve – medio periodo (3 – 5 anni) sugli esiti delle risorse assegnate. Sulle proposte degli altri componenti della Commissione dissentiamo in larga parte. In linea di principio potremmo essere d’accordo con Terra Antiga sull’aumento della dotazione sulle misure A1 (Corsi di aggiornamento e di formazione), A2 (Assistenza tecnica e consulenza alle aziende), F1 (Attività di informazione e promozione) qualora, sempre in un’ottica di inclusione e condivisione, sia una pluralità di soggetti a partecipare alle azioni. Si tratta di capire se Apiaresos, l’unico organismo associativo che dal 1987 può vantare la più qualificata e continuativa esperienza su questo articolato e complesso fronte, possa o meno partecipare alle azioni richiamate, stanti gli attuali requisiti di accesso. La proposta di Coldiretti di aumentare la dotazione di B1 (Lotta a parassiti e malattie) e B2 (Prevenzione avversità climatiche) è da verificare sulla base degli esiti di spesa del Piano 2024. Tuttavia osserviamo, che pur dovendo mantenere un’attenzione continuativa sul fronte delle patologie apistiche, la grande debacle dell’apicoltura sarda del 2023 è avvenuta per avverse cause climatiche, che ben difficilmente potranno essere risolte dall’aumento della dotazione della B2. Sulle fasce di contributo per l’intervento B, ovviamente e coerentemente come da noi già evidenziato, siamo risolutamente contrari alla proposta di Terra Antiga del raddoppio del contributo da 50.000 a 100.000 € per le aziende superiori ai 650 alveari. Ravvisiamo, per usare un eufemismo, una certa contraddizione tra quanto dichiarato in sede di Commissione Apistica Regionale dalla totalità dei componenti del mondo apistico sardo (rischio chiusura, crisi di liquidità, ecc.) rispetto ad una, sembrerebbe, dichiarata capacità di spesa di taluni. Di fatto un così drastica distrazione e collocazione di fondi sarebbe un gravissimo danno per quel tentativo di strutturazione del comparto regionale auspicato da Apiaresos. Sulle proposte di Terra Antiga in merito alla “revisione dei criteri di selezione con un punteggio aggiuntivo a favore delle forme associate per l’Intervento B” si tratta di capire la reale accessibilità anche ad una pluralità, e ci ripetiamo, di altri soggetti. Circa la proposta della “adozione di due bandi, uno per le Azioni A1, A2 e F1 e uno per le azioni di cui all’intervento B” non essendo motivata, non ne comprendiamo la ragione. In linea di principio essendo il Piano Apistico Regionale un programma organico, normato e consolidato, una frammentazione non sarebbe giustificabile, anche in termini di sostenibilità burocratica. Data l’emergenza strutturale dell’apicoltura sarda, sulla “possibilità di includere progetti di ricerca”, riteniamo che non sia prioritaria. Luigi Manias

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